Informazioni false o inesatte su di te nei risultati di Google
Quando un sito pubblica su di te fatti chiaramente inesatti, NetClearer compila per te la richiesta a Google con le prove dell’inesattezza e scrive al gestore del sito per chiedere una correzione o la rimozione, su tuo mandato. Dal 2022 non serve una sentenza per chiederlo. 29 € IVA inclusa a link; pratica aperta il giorno stesso. Decidono Google e il sito.
Pubblicato · Aggiornato da Pierre Billard, fondatore di NetClearer
Un errore che si ripete a ogni ricerca
Un sito di notizie locali scrive che un idraulico di Cagliari è stato “condannato per truffa”. In realtà la condanna riguarda un omonimo di un’altra provincia, nato in un altro anno. Il sito ha copiato la foto dal profilo Facebook sbagliato. Ogni cliente che cerca il suo nome trova quell’articolo per primo.
Oppure un blog anonimo pubblica un elenco di “professionisti da evitare” con dati inventati: titoli di studio falsi, cause mai esistite, un indirizzo che non è il tuo.
La regola europea sulle informazioni inesatte
Con la sentenza dell’8 dicembre 2022 (C-460/20), la Corte di giustizia dell’Unione ha stabilito che un motore di ricerca deve deindicizzare le informazioni che la persona dimostra essere manifestamente inesatte. La persona deve fornire le prove che si possono ragionevolmente chiedere, ma non serve una decisione di un giudice (Agenda Digitale).
Il punto delicato è la parola “manifestamente”: un’opinione critica, una ricostruzione discutibile o un fatto controverso non bastano. Funziona bene quando l’errore si dimostra con un documento: un certificato, un estratto, una data, un nome diverso.
Quali prove aiutano
- Documenti ufficiali che contraddicono il fatto: un certificato del casellario, una visura, un provvedimento.
- Prove di identità diversa: data e luogo di nascita, codice fiscale parziale, foto che mostrano un’altra persona.
- Rettifiche già pubblicate: se il giornale ha corretto altrove, ma la pagina vecchia resta online.
- Cronologie impossibili: date in cui eri altrove, attività che non hai mai svolto.
Selezioniamo con te solo i documenti necessari e oscuriamo i dati che non servono prima di inviarli.
Due richieste in parallelo
- Al sito: scriviamo al gestore o alla redazione a tuo nome, segnalando l’errore con le prove e chiedendo correzione, rimozione del nome o rimozione della pagina. Se il sito è una piattaforma, usiamo il suo modulo o la segnalazione DSA.
- A Google: compiliamo il modulo per la rimozione di informazioni personali, indicando che il contenuto è inesatto e allegando le prove, per ogni URL e per le ricerche con il tuo nome.
Se il sito corregge la pagina, Google aggiorna il risultato alla visita successiva; se il sito non risponde, la richiesta a Google procede lo stesso.
Dove ci fermiamo
NetClearer non fornisce consulenza legale e non stabilisce se un contenuto è diffamatorio: è una valutazione che spetta a un avvocato e, alla fine, a un giudice. Il nostro lavoro è compilare i moduli e scrivere ai siti su tuo mandato scritto, con i fatti e i documenti che ci dai. Se vuoi una querela, una richiesta di risarcimento o un ordine del giudice, rivolgiti a un avvocato.
Prezzo
29 € IVA inclusa a link. Una pagina per cui scriviamo al sito e inviamo la richiesta a Google conta come un link. Nessun rimborso dopo l’invio della richiesta; prima puoi recedere entro 14 giorni. Pacchetti in prezzi.
Domande frequenti
Mi serve una sentenza che dica che la notizia è falsa?
No, per chiedere la deindicizzazione di informazioni manifestamente inesatte la Corte di giustizia non richiede una decisione di un giudice. Servono però prove ragionevoli. Se l’inesattezza è discutibile e non si dimostra con documenti, Google può rifiutare e lasciare la questione al giudice.
L’articolo mescola fatti veri e falsi: si può fare qualcosa?
Sì, indichiamo con precisione i passaggi inesatti e le prove. Google valuta la pagina nel suo insieme, quindi un errore marginale in un articolo per il resto corretto ha meno peso. Al sito possiamo chiedere di correggere solo le frasi sbagliate.
Il sito è anonimo e ospitato all’estero: cosa cambia?
La richiesta a Google funziona lo stesso, perché riguarda i risultati delle versioni europee di Google. Per la fonte, cerchiamo un contatto o il fornitore di hosting e gli scriviamo. Se nessuno risponde, la deindicizzazione resta la via principale.
Possono essere coinvolti anche commenti e post sui social?
Sì. Per Facebook, Instagram o TikTok usiamo i moduli della piattaforma e, se serve, la segnalazione prevista dal regolamento europeo sui servizi digitali. Vedi le pagine dedicate alle piattaforme per i dettagli.
Recensioni di questo servizio
Hai usato questo servizio? Racconta la tua esperienza con uno pseudonimo: la recensione viene pubblicata dopo la moderazione. Non sono ammessi link, indirizzi email e numeri di telefono.
Ancora nessuna recensione per questo servizio.
Servizi correlati
Diritto all’oblio
Articoli vecchi, procedimenti archiviati, notizie inesatte: compiliamo per te la richiesta di deindicizzazione a Google e, se serve, scriviamo al sito che pubblica.
Scopri di piùSegnalazione DSA
Un contenuto che sembra illegale resta online nonostante le segnalazioni: prepariamo la notifica prevista dall’art. 16 del regolamento europeo sui servizi digitali.
Scopri di piùArticolo vecchio su Google
Un articolo di anni fa compare ancora tra i primi risultati per il tuo nome: chiediamo a Google di deindicizzarlo e, se vuoi, scriviamo al giornale.
Scopri di piùPiattaforme
Facebook, Instagram e TikTok: le vie di segnalazione, le norme europee e le richieste a Google che usiamo per i contenuti che ti riguardano.
Scopri di piùRaccontaci cosa succede. Al resto pensiamo noi.
Valutazione gratuita e riservata. Risposta scritta entro 24 ore.