Archiviato o assolto, ma Google mostra ancora l’indagine
Se il procedimento a tuo carico si è chiuso con archiviazione, non luogo a procedere o assoluzione, l’art. 64-ter introdotto dalla riforma Cartabia ti permette di ottenere dalla cancelleria un’annotazione sul provvedimento. Tu la richiedi; NetClearer la allega alla richiesta di deindicizzazione che compila e invia a Google su tuo mandato. 29 € IVA inclusa a link. Decide Google.
Pubblicato · Aggiornato da Pierre Billard, fondatore di NetClearer
L’indagine si è chiusa, gli articoli no
Un imprenditore di Treviso viene indagato nel 2021 per una presunta frode nelle forniture. I giornali locali ne scrivono per settimane, con nome e foto. Nel 2023 il giudice archivia: il fatto non sussiste. Nessun giornale ne dà notizia. Oggi, cercando il suo nome, Google mostra ancora quattro articoli sull’indagine e nessuno sulla sua chiusura.
La Corte di giustizia dell’Unione ha già chiarito che i risultati su procedimenti penali sono dati particolarmente delicati, e che il motore di ricerca deve tenere conto della situazione attuale, per esempio di un’assoluzione (C-136/17). In Italia esiste anche uno strumento specifico.
Cos’è l’annotazione dell’art. 64-ter
La riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022) ha introdotto l’art. 64-ter delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale. Chi ha ottenuto una sentenza di proscioglimento (per esempio un’assoluzione), una sentenza di non luogo a procedere o un provvedimento di archiviazione può chiedere che la cancelleria del giudice apponga un’annotazione sul provvedimento.
L’annotazione può dire che il provvedimento costituisce titolo per ottenere la deindicizzazione dai motori di ricerca generalisti per le ricerche con il tuo nome, oppure per impedirne l’indicizzazione, ai sensi dell’art. 17 del GDPR. È un passaggio di cancelleria, senza una nuova valutazione del merito.
Chi fa cosa
- Tu chiedi l’annotazione alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento, da solo o tramite il tuo avvocato. Noi non possiamo farlo per te e non ti diamo consulenza su questa fase.
- Tu ci mandi copia del provvedimento annotato, un documento d’identità e i link degli articoli che vuoi segnalare.
- Noi cerchiamo tutti gli URL che compaiono per il tuo nome, comprese le copie su altri siti, e ti diciamo quanti sono.
- Noi compiliamo il modulo di Google per ogni URL, alleghiamo il provvedimento annotato e spieghiamo in poche righe come si è chiuso il procedimento.
- Noi, se lo desideri, scriviamo ai giornali per chiedere di aggiornare l’articolo con l’esito.
- Google valuta e decide; ti inoltriamo la risposta.
Un titolo forte, ma non automatico
L’annotazione non obbliga Google in modo automatico. Con l’ordinanza n. 34217 del 26 dicembre 2025 (prima sezione civile), la Corte di cassazione ha chiarito che la deindicizzazione basata sul 64-ter non è automatica quando la notizia conserva un interesse pubblico, per esempio per il ruolo della persona (massima, QuotidianoPiù). Google continua quindi a bilanciare il tuo diritto con il diritto di cronaca.
In pratica, il provvedimento annotato rende la richiesta molto più chiara e documentata, soprattutto per chi non ha un ruolo pubblico. Ma nessuno può assicurarti l’esito, noi compresi. All’inizio di ottobre 2026 il Tribunale di Milano ha inoltre ordinato a Google di permettere di allegare documenti al modulo entro il 15 novembre 2026 (Adnkronos): una novità utile proprio per questo tipo di richieste, anche se Google ha annunciato appello.
Cosa resta fuori dal nostro lavoro
NetClearer non fornisce consulenza legale e non interviene nel procedimento penale. Non chiediamo l’annotazione al posto tuo, non valutiamo se ne hai diritto, non presentiamo ricorsi al giudice. Compiliamo il modulo di Google e scriviamo ai siti, su tuo mandato scritto, usando il documento che hai ottenuto. Per le condanne, che il 64-ter non riguarda, vale la richiesta ordinaria di diritto all’oblio.
Prezzo
29 € IVA inclusa a link, 69 € per tre, 199 € per dieci. Una vicenda giudiziaria compare spesso su molti siti: il pacchetto da dieci è spesso il più adatto. Nessun rimborso dopo l’invio della richiesta; prima puoi recedere entro 14 giorni. Vedi prezzi.
Domande frequenti
Vale anche per procedimenti chiusi prima della riforma?
La norma riguarda i provvedimenti di assoluzione, non luogo a procedere e archiviazione. Se il tuo provvedimento è precedente all’entrata in vigore della riforma, chiedi alla cancelleria o al tuo avvocato se l’annotazione è possibile. Noi non possiamo darti questa valutazione.
Senza annotazione posso chiedere comunque a Google?
Sì. La richiesta di diritto all’oblio esiste da prima della riforma Cartabia e si basa sul GDPR. Possiamo allegare la copia del provvedimento non annotato e spiegare l’esito. L’annotazione rende però la richiesta più chiara e documentata.
Anche il giornale deve togliere l’articolo?
L’annotazione riguarda i motori di ricerca. Il giornale decide in autonomia sul proprio archivio. Possiamo scrivere alla redazione a tuo nome per chiedere di aggiungere l’esito del procedimento all’articolo o di togliere il nome. Vedi la pagina sugli archivi dei giornali online.
E se l’articolo è su un blog o un sito che non risponde?
La richiesta a Google non dipende dalla risposta del sito: Google valuta i risultati per il tuo nome in modo indipendente. Possiamo inviare comunque la richiesta con il provvedimento annotato e, in parallelo, scrivere al gestore del sito se è raggiungibile.
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